"Quando i cittadini partecipano e si impegnano la città rinasce!"
24 e 25 Maggio 2026
Abbiamo pensato di costruire un contrassegno per le prossime elezioni amministrative utilizzando l'immagine di uno dei luoghi simbolo della nostra città: la fontana di Piazza Amendola.
La fontana era in uno stato di profondo degrado allorquando un folto numero di cittadini guidati da un "visionario", hanno deciso di intervenire per riqualificare l'opera. La fontana è rinata a nuova vita e ha ripreso a zampillare.
(Punti chiave)
La nostra visione per la Palmi del futuro. Clicca sulle sezioni per leggere i dettagli del nostro impegno.
Al di là delle narrazioni del tutto distaccate dalla realtà da parte di soggetti che hanno amministrato la città nell'ultimo decennio, fino ad oggi a Palmi non erano emerse forze sociali e soggetti politici in grado di disegnare e di attuare un credibile progetto di crescita.
L'impegno principale degli amministratori dell'ultimo periodo è stato esclusivamente quello delle narrazioni basate tutte sulla negazione della memoria, come se la storia della Città iniziasse sempre e solo dal loro avvento!
Queste condizioni non potevano che produrre un "governo" della città frutto di ambiguità e contiguità opache e determinare "cattive politiche" o, comunque politiche del tutto inadeguate alle dimensioni dei problemi.
Una densa e pesante cortina ha avviluppato la Città portandola in una condizione onirica che, lentamente, la ha fatta scivolare nell'oblio. È stato solo casualità questa condizione di lento ed inesorabile declino e di perdita totale di identità?
Vi è, netta, la sensazione che la mancata modernizzazione e competitività, in una con il suo decadimento culturale e l'abiura alla progettualità non siano stati a Palmi casuali, ma siano dovuti oltre che a scelte politiche sbagliate anche ad altri fattori esterni, ivi inclusa la costante emigrazione dei giovani palmesi che avrebbero potuto costituire la linfa vitale per un miglioramento dei livelli culturali e sociali della Città.
Palmi ha bisogno di uscire dalle atmosfere drogate nelle quali è stata scientemente proiettata e della perenne delega a soggetti privati sia delle trasformazioni urbane, che dei suoi spazi di evoluzione sociale e necessita di un progetto di crescita socio-economica e di equilibrato riordino e sviluppo urbano, dentro il quale, anche i soggetti privati possano concorrere al perseguimento di singoli obiettivi, ma non a prescindere e in assenza di una visione complessiva di sviluppo.
Vi è la necessità di favorire un nuovo "patto sociale ed intergenerazionale" che unisca l'intera collettività attorno ad una visione di modernizzazione della città.
Occorre iniziare da azioni ed impegni tesi ad offrire una riflessione sulle ragioni di lungo periodo della crisi di Palmi e su possibili percorsi per farla tornare a competere ed a crescere, come si usa dire oggi: "in modo equo e sostenibile". Detta riflessione deve partire da una attenta lettura delle condizioni date della città ed offrire una base scientifica di analisi che possa supportare e sostanziare riflessioni progettuali.
Bisogna recuperare anzitutto il rapporto istituzione-cittadini perché negli ultimi decenni questo rapporto è stato abiurato scientemente e bisogna ripristinare quegli spazi di partecipazione che sono stati cancellati per evitare il "peso" della dialettica democratica.
Diceva Mattarella: "Per definizione, democrazia è esercizio dal basso, legato alla vita di comunità, perché democrazia è camminare insieme.". Di questo camminare insieme è scomparsa oramai ogni pur labile traccia.
Nella nostra Città, nella prima stesura dello Statuto Comunale, ci si era posto il problema della partecipazione introducendo l'istituto del referendum e quello della Consulta. Successe, però, che quando si provò a rendere operativo questo sistema, ci si scontrò con alcune difficoltà che resero necessario pensare ad alcune modifiche regolamentari e statutarie. Tali modifiche furono approntate durante l'amministrazione Parisi ma furono travolte dalla crisi.
Bisognerà anche immaginare degli spazi permanenti per gli incontri e gli interscambi culturali, centri di aggregazione giovanili, luoghi ove si possano incontrare cultura, tradizioni e speranze.
Il cittadino deve essere invogliato a partecipare con la sicurezza che il suo contributo sia decisivo con una precisa Carta dei Diritti che statuisca il suo potere - dovere. L'amministrazione comunale deve accettare di buon grado l'idea del bilancio partecipato e della verifica periodica dell'attività amministrativa utilizzando le moderne tecnologie che consentono, da una parte di rendere trasparente il suo operato, e dall'altra consentono di interfacciarsi con news, lettere, forum.
Obiettivo primario ed ineludibile della partecipazione diviene l'innovazione, l'ammodernamento e la semplificazione dell'apparato burocratico e delle procedure per elevarne le risposte qualitative ed avvicinare il Palazzo ai Cittadini. Capacity building e semplificazione amministrativa.
Si deve, infine, ripristinare uno spazio corretto di interlocuzione non solo con i cittadini, ma, anche, fra rappresentanze elettive che devono potere godere di tempi e strumenti adeguati alla partecipazione democratica istituzionale.
Questa cultura di partecipazione e di trasparenza è fondamentale anche per affrontare le pesanti eredità che l'Amministrazione uscente lascia dopo nove anni non proprio ineccepibili sul piano finanziario, eredità che saranno uno dei temi fondamentali per un risanamento reale dell'Ente.
Altro elemento fondamentale sarà la costruzione di un rapporto istituzionalizzato di sinergia fra l'Amministrazione Comunale ed i Comitati di Quartiere e tutte le piccole e preziose realtà di comunità che popolano la nostra Città.
Essendo stato attivato un vago e generico iter di revisione del PSC è necessario, in realtà, effettuare un monitoraggio per capire quali effetti abbiano prodotto le varie azioni previste dal piano strutturale comunale e, quindi, quali azioni correggere, quali incentivare, quali eliminare. Solo un monitoraggio ci può far capire se necessita una Variante Generale o un Nuovo Piano, come appare probabile viste le carenze del Piano vigente.
Dopo la rottamazione del Piano Pucci, già a partire dagli anni 60, a Palmi si è dato vita ad una città tanto diffusa quanto anonima. Vanno date risposte che ne tutelino la ricchezza impiegata, con regole note a tutti. È ora di smetterla di fingere ed affrontare il problema del restauro del Paesaggio: sanare tutti gli immobili per quanto consentito e farli completare secondo regole estetiche precise e tempi obbligati.
Altro elemento fondamentale è la visione della Città che deve accompagnare in maniera duttile la realizzazione del grande Ospedale della Piana, il quale deve essere messo al centro di una visione urbana di sviluppo territoriale; in atto visione inesistente nel PSC vigente. La previsione di circa 1.200 operatori oltre all'indotto obbliga una nuova visione della pianificazione.
Come non pensare alla creazione di un Consorzio Intercomunale per la realizzazione di una Metropolitana di Superficie che riprenda il tracciato della vecchia Ferrovia della Calabria. Da Gioia Tauro univa i territori fino a Gioiosa e Sinopoli. È un progetto di sviluppo dell'intero territorio, come lo deve essere un Contratto di Fiume per il Petrace, sottraendolo a quello che sembra sempre più un destino di pattumiera.
Una città per essere attrattiva deve essere emozionale. È ineludibile la redazione di un Piano del Decoro Urbano. Il settore dell'edilizia può avere un grande impulso senza sprecare nuovo suolo, tendendo al benessere. Si deve acquisire la consapevolezza che la quantità dell'edilizia esistente obbliga la città a ripensarsi, elevando la qualità dell'edificato e ricorrendo alla rigenerazione urbana.
La rigenerazione urbana non intesa come semplice operazione edilizia, ma come processo che rimetta al centro la persona. Non più una città che consuma spazio, ma che genera vita e produce reddito e non rendita. Grande attenzione alla sostenibilità ambientale: edifici ad emissioni zero, bioedilizia, recupero acque, verde urbano.
Primo fra tutti un Progetto unitario che riqualifichi l'asse della storia di Palmi: il Corso Garibaldi. Deve diventare il primo grande progetto di un rinnovato patto fra pubblico e privato che riaccenda l'animo dei cittadini e ne costituisca il volano commerciale.
Particolare attenzione andrà riposta alla definizione di un Waterfront dall'Ulivo fino al Petrace, prolungando il tratto realizzato dal Sindaco Nino Parisi. Palmi deve essere il faro di iniziative che mettano assieme il territorio, proteggendo la costa dall'erosione.
Va evidenziato il sistema del Project finance (finanza di progetto) quale strumento per realizzare opere pubbliche ricorrendo al capitale privato, ma sempre all'interno della cornice della programmazione pubblica.
Il Sistema Turismo rappresenta oltre il 4% del PIL dell'intera U.E. È un comparto che ricomprende una varietà di servizi. Il modello di sviluppo turistico scelto deve essere quello della tutela e valorizzazione delle identità dei luoghi. Fino ad oggi ciò a Palmi non è successo.
È indispensabile che la parte pubblica realizzi le infrastrutture sulle quali non si interviene da oltre vent'anni, ma non basta! Il nuovo modello richiede la messa in atto di una strategia complessiva che coniughi ambiente e turismo. Il Sistema Turismo deve essere ancorato al paesaggio, alle tradizioni, alla cultura dei luoghi e della gente.
Palmi, allo stato attuale, non può considerarsi una città turistica. La consistenza alberghiera censita dalla Regione al 2023 è insufficiente per competere nei mercati (482 posti letto totali tra B&B e i 5 Hotel storici). È necessario potenziare la ricettività. Gli elementi per la sfida ci sono tutti:
Per mettere in rete queste potenzialità è necessario dotarsi di un Piano di marketing territoriale. Far emergere dimensioni storico-culturali, miti, riti, leggende. Il cuore della vicenda turistica consiste in una nuova consapevolezza del patrimonio di talenti di cui disponiamo (residenti o originari di Palmi nel mondo). Palmi ha bisogno di partner di prestigio e iniziative di co-branding.
Tra le priorità imminenti vi è quella di costituire una rete pubblico-privata per presentare richiesta di riconoscimento di un "Distretto Turistico" alla Regione, per gestire programmi di sviluppo territoriale, destagionalizzazione, itinerari e mobilità sostenibile, anche attraverso organismi snelli come le ATS (Associazioni Temporanee di Scopo).
Palmi è Città di uomini di cultura e di patrimoni culturali di rilievo e tali elementi devono costituire la base del rilancio della sua identità. Si può pensare alla creazione di un vero e proprio Distretto della Cultura che metta in filiera istruzione, formazione e produttività delle imprese culturali. Un Distretto che parta dalle basi dell'esistente (Amici della Musica, Casa Repaci, Club UNESCO, Presenza, Prometeus, Premio Cilea, Premio Palmi, etc.).
La realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana rappresenta l'elemento di maggiore polarizzazione nello sviluppo futuro ed è un'occasione da non disperdere. La revisione del Piano Strutturale Comunale deve imperniarsi su questa infrastruttura.
Il progetto definitivo prevede 345 posti letto per assistere 158.164 abitanti, così suddivisi:
Con una dotazione organica di oltre 1200 operatori, l'impatto occupazionale modificherà profondamente la città.
Per le politiche sociali occorre operare in stretta sinergia con l'associazione Presenza, il centro di riabilitazione neuro psicomotoria, la casa protetta Emmaus, il centro diurno Emmanuele e il Centro di riconciliazione a Barritteri per i detenuti, voluti dal visionario Don Silvio Mesiti. L'obiettivo è incrementare queste attività pubbliche e private per dare risposte ai bisogni del territorio.
Palmi ha sempre rappresentato un baricentro educativo per l'intera provincia, con circa 1.800 alunni nel primo ciclo e 2.500 negli istituti superiori (Licei e Istituti Tecnici/Professionali). Tuttavia, questo primato appare minacciato.
Il fallimento delle passate amministrazioni: la scuola pubblica è stata considerata un mero costo da tagliare. Questa inerzia ha creato un solco sociale, con la quasi totale assenza di servizi mensa per la scuola primaria, nonostante i fondi del PNRR.
L'incuria del patrimonio edilizio: il disinteresse è reso plastico dallo stato di abbandono degli edifici, in primis il caso dell'Istituto Tecnico "Einaudi", lasciato letteralmente a "marire" a causa dell'inerzia della Città Metropolitana.
Un declino da invertire: nell'ultimo decennio Palmi ha visto crollare le proprie dirigenze scolastiche da dieci a sole due (Einaudi e Pizi). Non si è avuto il coraggio di puntare su un ITS Academy (istituto di alta specializzazione post-diploma), collegato allo sviluppo del porto di Gioia Tauro. È inoltre vitale scongiurare il rischio di chiusura dello storico Convitto Agrario.
Il nostro impegno: la scuola deve ritornare al centro dell'azione politica con cura rigorosa degli edifici. Tra le priorità vi è la creazione di un "Civico Istituto Musicale" in sinergia con il Conservatorio "F. Cilea" di Reggio Calabria. Difendere la scuola significa difendere il futuro di Palmi.
La Varia di Palmi gode del riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell'Umanità. Potrebbe essere un elemento di grande sviluppo, ma lo scollegamento delle ultime amministrazioni dal progetto UNESCO e l'uso strumentale politico ne ha minato fortemente le basi (emarginando la comunità con improbabili governance e generando l'enorme debito della Fondazione Varia).
L'obiettivo è ricondurre la festa all'armoniosa relazione con i cittadini e le autorità religiose. Il patrimonio Unesco deve essere trasformato dall'attuale momento ludico, quasi carnascialesco, e portato al suo naturale livello culturale-identitario.
La Varia non può più essere un luogo nel quale si consumano riti di sottogoverno. La struttura di base deve imperniarsi sugli "Mbuttaturi" che, costituiti in Sodalizio, diventino i testimoni della tradizione, supportati da un Comitato Scientifico permanente.
Proponiamo un "Museo della Varia" moderno e interattivo, una sede stabile per il Sodalizio degli Mbuttaturi e una seria campagna pubblicitaria impostata da professionisti del settore. La Varia deve essere uno dei volani principali del "Distretto della Cultura".
Palmi deve diventare una Città attiva, inclusiva e diffusa. La Palmi candidata Città dello Sport langue nelle sue strutture abbandonate o non completate. Lo sport non è solo attività fisica: è socialità, educazione e identità.
Vogliamo realizzare una Rete dello Sport con un Tavolo permanente tra Comune e società sportive per programmare eventi. Passaggi fondamentali:
Una reale visione dello sport che va completata con il conforto anche delle strutture private (piscine).
In ottemperanza alla Legge 9 gennaio 2019, n. 3 ("Spazzacorrotti"), pubblichiamo i curriculum vitae e i certificati del casellario giudiziale dei candidati.
Documentazione ufficiale per la candidatura alla carica di Sindaco del Comune di Palmi.